Allo studio gli effetti di edoxaban sulla funzionalità renale

La terapia con edoxaban non sembra comportare un significativo peggioramento della funzionalità renale a due anni di follow up. Questa la conclusione che emerge da una analisi di real world su un sottogruppo di pazienti che ha partecipato allo studio ETNA-AF-Europe.

E’ noto come l’uso degli antagonisti della vitamina K sia associato ad un peggioramento della funzionalità renale con un tasso pari al 23% per anno, mentre la terapia con DOAC rispetto a quella con antagonisti della vitamina K sembra indurre un minore peggioramento della funzionalità renale. Ma su questo punto mancavano evidenze per edoxaban. E’ stato quindi effettuata un’analisi per valutare il peggioramento della funzionalità renale a due anni di terapia con edoxaban e per valutare gli esiti clinici dei pazienti arruolati nello studio ETNA-AF-Europe con e senza peggioramento della funzionalità renale.

L’ETNA-AF-Europe è uno studio osservazionale multinazionale, multicentrico, condotto in 825 sedi in 10 Paesi europei. I risultati si basano su una istantanea di dati raccolti dal 26 ottobre 2020 fino a 2 anni di follow up. Sono stati esclusi i pazienti per i quali non era disponibile il filtrato glomerulare (eGFR) al follow up a uno e a 2 anni.

I pazienti (n=9.084) sono stati suddivisi in due sottogruppi (n= 918 nel primo sottogruppo con peggioramento della funzionalità renale -WRF worsening renal function con un peggioramento di almeno il 25% dal basale e n=8.166 nel secondo senza peggioramento della funzionalità renale). La filtrazione glomerulare è stata calcolata usando la formula Cockcroft-Gault.

Al basale la filtrazione glomerulare era simile nei due sottogruppi. La maggioranza (89,9%) dei pazienti trattati con edoxaban non è andato incontro a peggioramento della funzionalità renale nei 2 anni di follow up. I soggetti che hanno presentato peggioramento della funzionalità renale erano più anziani, fragili e con elevata comorbilità (diabete, ipertensione e scompenso cardiaco). I soggetti con peggioramento renale rispetto ai soggetti che non sono andati incontro a peggioramento renale hanno avuto una maggiore mortalità annua per tutte le cause (3,78% rispetto a 1,90%) e per malattia cardiovascolare (2,06% rispetto a 0,92%).

Il tasso di sanguinamenti maggiori e di ictus era basso ma più elevato tra i soggetti con peggioramento della funzionalità renale rispetto a quelli senza peggioramento (1,45 rispetto a 0,99 sanguinamenti maggiori; 0,75% rispetto a 0,54% ictus ischemico). Il tasso di emorragie intracraniche è risultato basso in entrambi i gruppi (0,17 rispetto a 0,19).

Bibliografia

Gwechenberger M, Baron-Esquivias G, De Vries TAC, et al. Low rate of worsening renal function after 2 years of treatment with edoxaban in patients from the ETNA-AF-Europe study. ESC 2021. https://esc365.escardio.org/presentation/237369

 

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