Value Based Healthcare Ecosystem e PNRR, un nuovo modello per una sanità di prossimità

Integrazione tra ospedale e territorio per una sanità di prossimità e sviluppo della medicina digitale così da mettere al centro i bisogni delle persone e generare valore sociale. Questi in sintesi sono gli obiettivi del PNRR per una migliore assistenza socio sanitaria.

Quali fossero i problemi legati al crescente innalzamento dell’età media dei pazienti si conoscevano anche prima di COVID-19, ma la pandemia con la sua irruenza ci ha fatto capire che occorre cambiare velocemente approccio nella gestione socio-sanitaria. Se da una parte COVID-19 ha reso tangibile la complessità della gestione dei pazienti fragili con comorbilità dall’altra ci ha fatto anche capire le potenzialità della medicina digitale.

E’ così che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si è concentrato sulla realizzazione di una “sanità di prossimità” che grazie alla medicina digitale possa rispondere alle esigenze di salute di tutti i cittadini. Nasce quindi anche il concetto di Value based healthcare, ovvero una sanità basata sul valore, in grado di mettere al centro i bisogni di assistenza sanitaria delle persone e di generare, al contempo, valore sociale.

In questo contesto si inserisce il Value based healthcare ecosystem (VBHE) in cardiovascular risk patient management, un ecosistema che vede coinvolte numerose organizzazioni sanitarie pubbliche e private, con il coordinamento scientifico della Rete Cardiologica degli Irccs.

Grazie al lavoro di un advisory board composto da stakeholder istituzionali impegnati nella gestione dei pazienti cronici sono stati pensati nuovi percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali e nuovi modelli innovativi di presa in carico dei pazienti a rischio cardiovascolare. Le raccomandazioni proposte originano da una attenta analisi dei bisogni. In particolare un’analisi retrospettiva realizzata da CliCon, specializzata nella progettazione e nella realizzazione di progetti di outcomes research basati su database clinici e amministrativi, ha trovato che è di fondamentale importanza favorire una maggiore integrazione tra medici specialisti, medici di medicina generale e farmacie. In quest’ottica occorre ripensare completamente i PDTA e la tecnologia digitale può essere un potente alleato, perché consente di unire ospedale e territorio, portando le cure direttamente alla casa del paziente raggiungendo così il massimo di efficienza delle cure con il contenimento dei costi.

E’ molto importante che il paziente si senta seguito dal medico e comprenda l’importanza della cura così da garantire una migliore compliance. Sappiamo infatti che attualmente l’aderenza del paziente e di conseguenza l’efficienza del sistema non è sempre ottimale. Se si pensa per esempio al paziente iperteso i dati dicono che circa metà dei pazienti interrompe la terapia dopo sei mesi dalla prescrizione. Questo comportamento causa un aumento dei costi a cui non corrisponde l’efficacia terapeutica attesa. La telemedicina può aiutare a migliorare l’aderenza perché consente un monitoraggio frequente del paziente e un intervento immediato in termini di aggiustamento del dosaggio qualora fosse necessario.

Con il  Value based healthcare ecosystem si spera quindi di migliorare la gestione dei pazienti con patologia cardiovascolare e di poter poi replicare il modello ed estenderlo in ulteriori contesti.

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