Fibrillazione atriale, prevenire è meglio

La prevenzione delle malattie cardiovascolari è un tema di estrema rilevanza soprattutto se si parla di fibrillazione atriale, uno dei principali fattori di rischio per l’anziano. Lo scorso Ottobre il Ministero della Salute ha pubblicato un documento sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari ponendo l’attenzione sui principali fattori di rischio e sulla promozione di stili di vita salutari. Il testo descrive il quadro epidemiologico delle malattie cardiovascolari in Italia, i principali fattori di rischio e gli stili di vita salutari per fasce di età (dai neonati agli anziani) e fasi della vita (gravidanza e menopausa), e illustra i principali aspetti della prevenzione, della progressione e delle recidive delle malattie cardiovascolari. Tra i fattori di rischio dell’anziano vi sono alcune aritmie silenti, talvolta pericolose, che non vengono diagnosticate, in particolare la fibrillazione atriale e le bradiaritmie quali malattia del nodo del seno e blocchi atrio-ventricolari. Considerata la rilevanza dell’argomento si propone una breve scheda sulla fibrillazione atriale.

 Cos’è la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è un’ aritmia, la cui incidenza aumenta significativamente con l’età. E’ la più importante e grave delle aritmie atriali, caratterizzata dalla propagazione di segnali elettrici rapidi e disorganizzati negli atri. Gli atri, ricevendo segnali elettrici disorganizzati, si contraggono in maniera rapida, irregolare e inefficace propagando ai ventricoli più impulsi elettrici di quanti possano essere trasmessi.

In base alla durata la fibrillazione atriale viene definita:

  • Parossistica con durata inferiore ad una settimana e conversione spontanea o tramite cardioversione farmacologica/elettrica a ritmo sinusale normale.
  • Persistente con durata superiore ad una settimana.
  • Permanente quando non si è ottenuto il ripristino del ritmo sinusale normale.

Più lunga è la durata della fibrillazione atriale, meno probabile è la sua conversione spontanea a ritmo sinusale e più difficile è la sua cardioversione a causa del rimodellamento atriale.

La fibrillazione atriale è gravata dal rischio trombo-embolico di ictus ed embolie sistemiche. Pertanto per la prevenzione dello stroke e per migliorare l’aspettativa e la qualità di vita dei pazienti è raccomandata nella maggior parte dei casi la terapia anticoagulante. I beta bloccanti sono invece farmaci utili e raccomandati per ridurre la frequenza di risposta ventricolare preservando la funzione diastolica del ventricolo sinistro.

Cause

La fibrillazione atriale può essere la conseguenza di problemi cardiaci o non cardiaci. Tra i problemi cardiaci si segnalano: le valvulopatie, le cardiomiopatie, la cardiopatia ischemica, le cardiopatie congenite.

Sono invece cause non cardiache: l’ernia iatale, le infezioni, gli squilibri elettrolitici, l’ipertiroidismo. Possono interferire anche cause legate all’alimentazione e allo stile di vita, come l’assunzione di alcool, caffeina, nicotina e stupefacenti.

Epidemiologia

E’ ormai acclarato che la fibrillazione atriale è una patologia età-correlata e si prevede che con il progressivo aumento dell’aspettativa di vita avremo un numero sempre maggiore di pazienti con questa aritmia. Inoltre non va dimenticato che l’ictus cardio-embolico, che costituisce il 30% degli ictus cerebrali, è correlato alla fibrillazione atriale in circa il 90% dei casi, indipendentemente dal fatto che essa sia parossistica o permanente. Nel 2015 erano stimati 35 milioni di pazienti nel mondo affetti da fibrillazione atriale. La prevalenza stimata di fibrillazione atriale per adulti con più di 20 anni è circa il 3%. Secondo alcune stime si prevede che in Europa entro il 2030 ci saranno tra 14 e 17 milioni di persone affette da fibrillazione atriale.

Uno studio italiano (il progetto FAI), condotto su una popolazione di ultrasessantacinquenni  assistiti dai medici di medicina generale partecipanti (circa 6.000 soggetti), ha riscontrato una prevalenza di fibrillazione atriale pari all’8.1% (rispettivamente 9.1% nei maschi e 7.3% nelle femmine: tassi di prevalenza standardizzati sulla popolazione italiana 2016). Un altro recente studio italiano ha evidenziato la fibrillazione atriale nell’1% dei ricoveri in Pronto Soccorso e nell’1.7% dei ricoveri ospedalieri (età media 74 ± 11 anni).

Bibliografia

Alleanza italiana per la cura delle malattie cardiocerebrovascolari. Prevenzione delle malattie cardiovascolari lungo il corso della vita. Ministero della salute 2021.

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3128_allegato.pdf

 

Articolo inviato da: Dott. Claudio Coarelli – Dirigente Dipartimento di Cardiologia Casa di Cura Nuova Villa Claudia- Roma

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